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TASSI BASSI E NEGATIVI: ARRIVANO I "CONTRO"

In questi giorni, quella che sembrava essere un'indiscrezione è diventa una notizia ufficiale: dal 2020 Unicredit applicherà i tassi negativi ai clienti. Detto così, come è riportato dai giornali, risulta difficilmente comprensibile alla maggior parte delle persone.
Facciamo un po' di chiarezza a riguardo cercando di utilizzare parole semplici.
La BCE ( banca centrale europea), per ovviare alla crisi economica che ormai da oltre 7 anni colpisce l'eurozona ha deciso di adottare una politica monetaria chiamata Quantitative Easing, ossia dare soldi alle banche a basso tasso di interesse con lo scopo di favorire l'erogazione di credito a imprese e famiglie.
Questo ha comportato un abbassamento dei tassi di interesse, che, se da una parte è un dato positivo per gli Stati membri dell'UE (pagano meno interessi sui titoli di stato) e per chi si indebita con mutui e prestiti, dall'altra lo è molto meno per chi investe in titoli obbligazionari (si percepiscono meno interessi).

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Con il tempo si è arrivati ad avere i tassi negativi, ossia pagare per mantenere i soldi.
Questo è un costo che inizia a pesare nei bilanci delle banche;  proprio per questo Unicredit ha deciso di trasferire tale costo a carico dei suoi clienti: tutti coloro i quali avranno una giacenza media annua superiore ai 100.000€ pagheranno lo 0,50%. Un cliente con 200.000€ pagherà quindi 1.000€ e uno con un milione di euro ne pagherà 5.000€.
Tutto ciò rischia di essere l'inizio di un processo che coinvolgerà altre banche, e sarà quindi sempre più opportuno iniziare a valutare strategie alternative.
La prima tra tutte sarebbe comunque quella di non lasciarli in Unicredit ma di spostarli in un'altra banca; in questo caso è opportuno valutare i costi dei conti correnti, ma soprattutto la solidità della Banca nella quale si intende trasferire i propri risparmi.
Per valutare la solidità è opportuno verificarne il Core Tier 1: maggiore sarà la percentuale di questo dato, maggiore sarà la solidità dell'istituto di credito. Il consiglio è quello di prendere in considerazione valori superiori al 16%.
Dopo di che, sarebbe opportuno iniziare a fare un'adeguata pianificazione finanziaria perché, salvo rari casi, mantenere importi con almeno 6 cifre sul conto corrente risulta essere inutile ed inefficiente.